
Dalla gratitudine all’impegno
La mia storia e il legame che mi ha riportato alla vita
Mi chiamo Pierangelo Tasinato e sono un pilota biellese che vive i rally come una parte essenziale della propria identità. Le gare, le prove speciali, l’odore della benzina e la tensione della partenza sono sempre stati il mio mondo. Ma nel 2017 la mia vita ha preso una direzione inattesa: un problema cardiaco mi ha portato a essere seguito dalla Cardiologia–UTIC dell’Ospedale di Biella, un reparto che non solo mi ha curato, ma mi ha permesso di tornare a fare ciò che amo.
Quell’esperienza ha cambiato il mio modo di vedere le cose. Ho incontrato professionisti preparati, umani, capaci di ascoltare e di accompagnarmi in un percorso che mi ha restituito la serenità e la possibilità di rimettermi al volante. Da quel momento ho sentito che non potevo limitarmi a dire “grazie”: volevo trasformare la mia gratitudine in qualcosa di concreto, utile, tangibile per chi, come me, un giorno potrebbe averne bisogno.
Così è nata l’idea di unire la mia passione per i motori a un progetto di solidarietà. Nel 2021, insieme all’Associazione Amici dell’Ospedale di Biella, ho dato vita a “Una mano sul cuore”, un’iniziativa che porto con me in ogni gara. La mia Škoda Fabia R5 è diventata un simbolo: una livrea dedicata, un cofano che racconta una storia, un messaggio che corre sulle strade dei rally per ricordare che lo sport può essere molto più di una competizione. Può essere un modo per restituire ciò che si è ricevuto e per sostenere la comunità a cui apparteniamo.


Una mano sul cuore
Dalla pista alla comunità: come ho trasformato ogni gara in un gesto di solidarietà
“Una mano sul cuore” è nato come un gesto personale, ma è cresciuto gara dopo gara, diventando un percorso che ha unito sport, solidarietà e territorio. Ho iniziato nel 2021 portando il logo dell’iniziativa sulla mia Škoda Fabia R5 durante il Rally del Grappolo, la mia prima gara con una livrea dedicata alla Cardiologia di Biella. Ricordo ancora l’emozione di vedere il cofano dell’auto trasformato in un messaggio di gratitudine: non correvo solo per divertirmi, ma per raccontare una storia che mi apparteneva.
Da lì è iniziato un viaggio che mi ha portato a condividere il progetto in alcune delle competizioni più importanti del calendario. Al RallyLANA 2021, insieme alla mia navigatrice, abbiamo portato l’auto direttamente davanti all’Ospedale di Biella, incontrando medici, infermieri e cittadini. È stato uno dei momenti più intensi: riportare la mia auto da gara proprio nel luogo dove ero stato curato ha dato un significato nuovo a tutto ciò che stavo facendo.
Nel corso del 2021 e 2022 ho partecipato a diverse gare della Coppa ACI Sport Prima Zona, dal Rally di Alba al Ronde Gomitolo di Lana, sempre con la stessa idea: trasformare ogni partenza in un’occasione per far conoscere il progetto. Anche iniziative più piccole, come l’asta del modellino della mia R5, hanno contribuito a creare un movimento di persone che hanno scelto di sostenere la Cardiologia biellese.
Nel 2022, in occasione del rallyLANA, ho presentato una nuova livrea dedicata all’Associazione Amici dell’Ospedale di Biella e ho allestito uno stand nel parco assistenza per raccogliere fondi attraverso la vendita di magliette. È stato sorprendente vedere quante persone si fermassero non solo per parlare di motori, ma per condividere storie personali legate all’Ospedale.
Ogni gara è diventata un capitolo di questo progetto: curve, prove speciali, classifiche… ma soprattutto incontri, testimonianze, abbracci e un senso di comunità che non avevo mai vissuto così intensamente. E quando nel 2023 ho tagliato il traguardo del 36° RallyLANA con un 14° posto assoluto, ho sentito che quel risultato sportivo aveva un valore doppio: era la conferma che si può correre per sé stessi, ma anche per gli altri.

I risultati raggiunti e il futuro
Un cammino che continua: nuove sfide, stessa gratitudine
In questi anni, con l’Associazione Amici dell’Ospedale di Biella, sono stati raggiunti risultati che non avrei mai immaginato. Oltre all’iniettore angiografico, nel 2025 è stato completato anche l’acquisto dell’unità di monitoraggio per l’Emodinamica, un investimento da oltre 60.000 euro reso possibile grazie alla generosità di tanti sostenitori e alla donazione in memoria di Adriano Panizza, una famiglia da sempre vicina al nostro Ospedale.
Questi strumenti hanno permesso alla Cardiologia e all’Emodinamica di crescere, aumentare il numero di procedure complesse, migliorare la tempestività nel trattamento degli infarti acuti e offrire cure sempre più avanzate. Ogni volta che entro in reparto e vedo quei macchinari in funzione, so che ogni chilometro percorso, ogni iniziativa, ogni sforzo ha avuto un senso.
Ma il mio progetto non si ferma qui. “Una mano sul cuore” continua a crescere e a guardare avanti. Ci sono nuove tecnologie da sostenere, nuovi obiettivi da raggiungere, nuove storie da raccontare. Il mio impegno rimane lo stesso: usare la mia passione per i motori per restituire qualcosa alla comunità che mi ha curato, sostenuto e permesso di tornare a vivere la mia vita al massimo.




